Report dell’agenzia delle entrate sul mercato delle abitazioni in Italia

9 settembre 2021

Dal rapporto dell’Agenzia delle entrate 2021 in riferimento al residenziale nel 2020 emerge un calo generale delle compravendite ma una buona capacità di recupero del settore. Più colpiti il Sud e le isole, meno il Nord Est.

 
Anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il suo Rapporto immobiliare sul settore residenziale. Il report analizza i dati del mercato immobiliare delle abitazioni relativi all’anno 2020. Come era prevedibile, a differenza di quanto emerge dal report relativo al 2019, lo scorso anno è stato caratterizzato da una brusca interruzione del trend positivo registrato a partire dal 2014. Le ragioni del calo sono naturalmente da ricondurre alle restrizioni imposte per arginare l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19. Nell’insieme, comunque, il mercato ha mostrato anche una buona capacità di recupero, che lascia ben sperare per il futuro.

Compravendite e fatturato: i numeri del residenziale nel 2020

Come anticipato, l’emergenza Covid e le restrizioni che ne sono conseguite hanno inciso negativamente sulle compravendite di immobili residenziali in Italia nel corso del 2020. Il totale di abitazioni compravendute lo scorso anno è stato infatti pari a 557.926, con un decremento del 7,7% rispetto al 2019, il primo registrato dal 2014.

Il calo di volumi di compravendita più rilevante si è registrato al Sud e nelle Isole che hanno subito rispettivamente -9% e -9,2% rispetto all’anno precedente. Va sottolineato però che Sud e isole rappresentano solo il 25% del mercato nazionale. La perdita più contenuta è invece del Nord Est, che subisce un calo del 6,3%. I comuni capoluogo registrano un calo pari a -11,4% nel complesso nazionale. In particolare i capoluoghi del Nord Ovest presentano il tasso tendenziale di maggior decrescita: -12,6% rispetto al 2019. Meno evidente il calo complessivo dei comuni non capoluogo che si ferma al -5,7 % nel complesso nazionale e rimane sotto il 5% nel Nord Est (-4,5%) e nel Centro (-4,8%).

Al calo di compravendite consegue naturalmente un calo nel fatturato. I relativi dati per l’anno 2020 mostrano una stima complessiva che ammonta a poco più di 89 miliardi di euro, in calo dell’8,7% rispetto al 2019 (circa 8,5 miliardi di euro meno del precedente anno). Dell’ammontare totale del fatturato 2020, quasi il 58% (oltre 51 miliardi di euro) riguarda compravendite di abitazioni ubicate nelle aree del Nord, circa il 25% (quasi 22 miliardi) è riferito ad abitazioni compravendute nel Centro e i restanti 16 miliardi di euro, il 18% del totale nazionale, sono attribuiti alle transazioni nel Sud e nelle Isole.

Il residenziale in Italia: l’andamento del 2020 e prospettive per il 2021

L’andamento del mercato delle compravendite nel 2020 è stato molto variabile. Pur subendo fortemente le restrizioni imposte per il contenimento della pandemia, il mercato ha dimostrato un’ottima capacità di recupero non appena le autorità hanno consentito un seppur parziale riavvio delle attività. Primo e ancor più secondo trimestre hanno visto infatti un calo generalizzato delle compravendite che però nel terzo trimestre, con la graduale ripresa delle attività, sono tornate a crescere anche più delle attese, in particolare nei comuni non capoluogo. Nel quarto trimestre in tutte le aree del Paese si sono registrati volumi di compravendita di abitazioni addirittura in crescita rispetto al 2019, con tassi tendenziali che hanno contribuito a contenere il calo annuale complessivo.

Un andamento, dunque, molto instabile che potrebbe emergere nuovamente nel report 2022 in riferimento all’anno 2021. Se infatti da un lato la recrudescenza della pandemia, con le conseguenti nuove restrizioni, fa temere per un rallentamento del mercato delle compravendite, dall’altro questa volta il mercato può contare su una campagna vaccinale che appare ben avviata e sugli interventi del Governo a sostegno dell’economia, fondamentali anche per il mercato immobiliare. Anche il 2021 è quindi un anno controverso, tanto che è difficile delineare scenari e prospettive futuri.

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