Riqualificazione urbana e gentrificazione: Lorenzo Pedotti a Rivista Studio

20 gennaio 2022

All’evento organizzato da Rivista Studio in Triennale, insieme ad altri professionisti del settore immobiliare, Lorenzo Pedotti racconta la gentrificazione a Milano
 
Si è parlato di riqualificazione urbana e gentrificazione nell’incontro di Rivista Studio di fine novembre 2021, cui ha partecipato anche il CEO di Concrete Investing, Lorenzo Pedotti, che è intervenuto anche su altri temi come le problematiche percepite dagli investitori in questo momento storico e i numerosi punti di forza del mercato immobiliare milanese. Diamo uno sguardo ai punti salienti.

La riqualificazione urbana milanese e il rischio di gentrificazione

Una delle principali perplessità nei confronti dei progetti di riqualificazione urbana riguarda il rischio di gentrificazione. Di snaturare, cioè, un quartiere dall’anima originaria e spesso popolare trasformandolo in zona abitativa di valore e pregio, costringendo così le prime generazioni di residenti ad allontanarsi a causa dell’aumento dei prezzi di locazione e di acquisto.

Un rischio che certamente esiste ma che – secondo il CEO di Concrete Investing, che ha co-finanziato 15 progetti immobiliari sul territorio milanese – non è certo l’unico scenario possibile. La riqualificazione urbana impatta in maniera estremamente positiva sul quartiere o area in cui avviene, sulle dinamiche abitative e non dei suoi abitanti. Secondo Lorenzo Pedotti, gli interventi di sviluppo in corso nel capoluogo lombardo migliorano la vivibilità dei quartieri interessati: degli effetti positivi della riqualificazione degli scali ferroviari godranno ad esempio le zone di Porta Romana, di Giambellino e di Scalo Farini. Il progetto che coinvolge l’intera area dello stadio di San Siro non farà che portare nuovi investimenti in un’area storicamente stratificata e complessa, così come il Conservatorio a Rogoredo donerà lustro all’intero quartiere.

I rapporti con l’amministrazione comunale e la percezione degli investitori

Il confronto con gli altri interlocutori, tra cui Carlo Giordano (CEO di Immobiliare[.]it) e Daniele Pastore (Direttore Generale di Intesa Sanpaolo Casa), ha toccato altri temi, come quello della responsabilità di gestori come Concrete Investing nello scegliere quali siano i progetti più appropriati per cui raccogliere capitali da un pubblico di investitori retail e sofisticati. In questo momento storico il rischio commerciale viene percepito basso per molte zone della città a fonte di maggiori incertezze per esempio sugli iter amministrativi: spesso, infatti, uno sviluppo immobiliare necessita di trafile che si fanno lunghe e farraginose, che non sempre consentono agli investitori di avere una chiara visibilità delle tempistiche di ritorno.
E poi il commento sull’amministrazione locale, cui resta il compito fondamentale di guidare e supportare la riqualificazione urbana in corso: «l’amministrazione di Milano sta facendo un ottimo lavoro e la conseguenza è una città effettivamente motore d’Italia e forse anche d’Europa». La capitale lombarda può, infatti, vantare una situazione con un rischio bolla immobiliare decisamente limitato rispetto a situazioni più instabili come Parigi, Londra e Berlino.

L’intervento di Pedotti si conclude con uno sguardo ai prossimi 10 anni, per i quali, dice, «abbiamo di piani di crescita significativi, in cui continueremo a scegliere progetti che siano sostenibili in primis dal punto di vista economico-finanziario e cercheremo di dare anche un certo peso, in fase di valutazione, altri benefici oltre al rigore economico».

Visto il successo dei progetti proposti sinora dalla piattaforma, dunque, anche per il futuro l’obiettivo resta lo stesso: focalizzare impegno e attenzione solo su progetti di qualità, sostenuti da partners esperti ed affidabili, e che possano dare valore aggiunto ai quartieri si inseriscono.

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