Proptech in Italia: un’analisi sugli sviluppi delle aziende nel corso del 2020

22 giugno 2021

L’Italian PropTech Monitor 2020 del Politecnico di Milano consente di tracciare un profilo aggiornato della diffusione delle aziende PropTech italiane e delle relative caratteristiche organizzative e strutturali.

 
L’Italian PropTech monitor 2020 mostra un aumento del 41% delle aziende italiane che operano nel settore. Cresce l’attenzione al cluster dei servizi professionali per l’ambito immobiliare e la fiducia nei finanziamenti statali che, però, sono difficili da reperire.

Aziende PropTech: il quadro italiano

L’Italian PropTech 2020 ha rilevato 152 aziende operanti in Italia, ben il 41% in più rispetto alla stessa analisi condotta nel 2019. Dal report risulta che la stragrande maggioranza ha avuto origine in Italia (solo il 9% viene dall’estero) e più del 70% nasce in città del nord. La città con il record di “nascite” è sicuramente Milano in cui risiede il 45% di tutte le PropTech e il 62% di quelle sviluppatesi nel nord Italia.

Tra i 4 macro settori che riguardano lo sviluppo delle PropTech, la categoria del Professional Service prevale sulle altre assestandosi sul 35% di aziende coinvolte, dimostrando come ormai, anche nel mondo del Real Estate, la tecnologia sia sempre più indispensabile. Segue la Sharing Economy con il 27% (in linea con i risultati del 2019), mentre il Real Estate Fintech scende al 20% (a fronte del 31% del 2019) e lo Smart Real Estate resta stabile al 18%.

Italian PropTech Monitor 2020: i risultati del questionario

Nel periodo tra il 16 ottobre 2020 e il 22 novembre 2020, l’IPM ha inviato a 144 aziende PropTech un questionario di 29 domande con lo scopo di definire l’andamento del settore. Ha risposto il 30% del totale delle PropTech mappate e il 90% delle PropTech che fanno parte dell’ Italian PropTech Network.

Ecco in sintesi i dati ricavati dalle risposte al questionario in relazione ai 7 cluster in cui sono stati suddivisi gli indicatori.

1. Tipologie di organizzazioni
Le PropTech italiane sono principalmente organizzazioni giovani (nate dopo il 2017) e di piccole dimensioni (con meno di 20 dipendenti). I dipendenti sono prevalentemente di sesso maschile e Millennials, nati cioè tra il 1980 e il 1999.

2. Clusterizzazione
Le organizzazioni PropTech che hanno risposto al questionario sono catalogabili per il 43% nel cluster “Professional Services” seguito dal 26 % nella “Sharing Economy”, dal 21% nel “Real Estate Fintech” e dal 10% nel “Smart Real Estate”.

3. Tecnologie
Quanto all’analisi delle tecnologie principalmente utilizzate dalle PropTech, ogni organizzazione utilizza in media 2,3 tecnologie: nel 57% dei casi c’è il ricorso ai “Big Data analytics” e “Data Science”, seguiti da “Data Sharing”, “Artificial Intelligence” e “Machine Learning”.

4. Business
Circa un quarto delle rispondenti al questionario si trova in una fase embrionale, con finanziamenti ottenuti da non professionisti, mentre il 9% è in una fase di “Exit”. Il 43% è in cerca di finanziamenti ed è fiducioso sulla possibilità di riceverli: il 49% vuole espandersi in Italia e il 33% punta anche all’estero.

5. Collaborazione
Dal questionario emerge una forte identità collaborativa del settore PropTech: il 77% delle aziende dichiara di collaborare con operatori consolidati del Real Estate, mentre il 57% con altre PropTech. Inoltre il 43% dichiara di aver appreso le skills mancanti all’interno della propria realtà da partner esterni.

6. Ostacoli alle prospettive di crescita
Tra i fattori che le aziende individuano come impedimenti ad una crescita del settore, spiccano la mancanza di una cultura tecnologica e digitale dei clienti finali, la bassa propensione del comparto Real Estate e la mancanza di un ecosistema PropTech.

I dati tratti dall’Italian PropTech Monitor 2020 sono fondamentali per continuare a tenere traccia dello sviluppo del settore nel mondo e in Italia. Il monitor è sviluppato dal Politecnico di Milano che ha anche promosso la nascita dell’Italian PropTech Network, una piattaforma che favorisce l’incontro tra sapere accademico e aziende italiane del Real estate, cui Concrete Investing ha aderito. La nostra piattaforma di equity crowdfunding immobiliare è infatti sempre partecipe dei progetti innovativi che coinvolgono il settore e attenta alle evoluzioni del mercato.

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