Coronavirus e real estate: impatti, rischi e opportunità

26 marzo 2020

Le previsioni sulle ricadute dell’emergenza sanitaria sul comparto immobiliare con approfondimenti sui settori residenziale, uffici e retail e le analisi di alcuni dei principali operatori immobiliari.

La diffusione del Covid-19 sta avendo un forte impatto sia a livello personale che professionale; attraverso importanti sforzi individuali e collettivi, le consuetudini e i normali processi delle filiere produttive, imprenditoriali e settoriali sono costrette in tempi molto brevi ad attuare contromisure necessarie a garantire la continuità in questa inaspettata situazione.
Le autorità, i governi centrali e locali stanno affrontando la situazione attuando politiche contenitive forti finalizzate a limitare impatti negativi con un’assunzione di responsabilità che non ha eguali nella storia moderna.

Quali sono le ricadute dell’emergenza sanitaria sul comparto real estate e sui segmenti immobiliari di cui anche Concrete Investing si occupa?
Abbiamo creduto fosse importante offrire una panoramica basata su valutazioni interne, interlocuzioni con operatori di mercato e su recenti analisi rilasciate da alcuni dei più autorevoli soggetti nel settore.

Il settore residenziale

Per quanto riguarda il residenziale, la permanenza forzata per un lungo periodo all’interno di abitazioni prive dei moderni supporti e progettate con logiche sorpassate in termini di utilizzo degli spazi, potrà cambiare la prospettiva di investimento delle famiglie che vedrebbero l’acquisto di una nuova soluzione come prioritario rispetto ad altri beni. Inoltre la domanda residenziale è caratterizzata da tempistiche molto lunghe, e dunque è logico aspettarsi che crescerà e avrà bisogno di prodotti (nuovi o riqualificati) adatti ai tempi (1).

Per quanto riguarda invece le residenze non tradizionali – come per esempio il senior living e lo student housing – segmento in grandissima crescita nel 2019, andranno ripensate rapidamente sulla base delle esperienze di queste settimane (1) ma non ci sono motivazioni per non ipotizzare significativi rallentamenti della domanda.
Rispetto alla crescita ipotizzata nello scenario pre-virus, i prezzi potrebbero scendere dall’1,3% al 4% nel biennio 2020-2021 ma in attenuazione già nel 2022 (4).

Il settore degli uffici

Spostandosi sul settore degli uffici, l’impatto finora è stato limitato (2) ed è certamente prematuro fare delle previsioni in un mercato che ha delle dinamiche molto lente (3).
Certamente l’imposizione estensiva dello smart working, seppur in una situazione di emergenza collettiva, potrà portare alla ridefinizione degli ambienti lavorativi in termini di utilizzo, strumenti, modalità di accesso e permanenza, oltre che di sicurezza, senza però bloccarne la centralità che rimarrà tale in molti ambiti professionali.
Per questo motivo i nuovi sviluppi potranno avvantaggiarsi effettuando scelte progettuali adeguate rispetto a queste nuove logiche, aumentando così l’attrattività degli stessi nel medio-lungo termine.

Il settore retail

Il settore retail, già coinvolto da diversi anni in una grandissima rivoluzione dovuta alla diffusione estesa di soluzioni e-commerce e delivery, sarà nel brevissimo tempo il settore più colpito e dovrà essere nuovamente ripensato al fine di rispondere alle variazioni della domanda e poter così continuare il trend di crescita segnato negli ultimi anni, come per esempio accaduto nel food & beverage.

Conclusioni

In considerazione della crescita sostenibile del real estate registrata nel 2019, soprattutto nelle principali città come Milano e il conseguente aumento della sua solidità e  dei relativi valori, la riduzione attesa dei prezzi risulta comunque contenuta (4), i ritardi dovuti al rallentamento delle attività professionali centrali e la sospensione dei cantieri, al momento contenuti, si prevede possano essere recuperati condizionatamente ad una risoluzione rapida della fase più acuta dell’emergenza e alla conferma delle azioni governative annunciate a supporto dell’economia avviate sia a livello nazionale che comunitario.
I nuovi paradigmi dovranno essere gestiti da tutti, ma è decisamente troppo presto per giungere a conclusioni che riguardano valori attesi nel lungo periodo.

Concrete Investing, le cui attività stanno proseguendo, rimane attenta alla trasparenza anche in questa fase delicata.
Proprio in questi giorni sarà inviato a tutti coloro che hanno concluso almeno un investimento tramite la piattaforma, il Concrete Investing Report Q1 2020, report dei primi tre mesi del 2020 che riporta le attività del portale e gli aggiornamenti rispetto alle milestones previste nei singoli progetti immobiliari.
Un documento sintetico che ci auguriamo possa essere un utile strumento per gli investitori e che diventerà uno standard in continuo miglioramento in futuro.

Segnaliamo infine che sono in via di definizione le Offerte da presentare nel corso del prossimo periodo nelle quali verrà posta grande attenzione all’analisi dei rischi rispetto all’attuale situazione. I lanci e gli aggiornamenti delle nuove iniziative verranno comunicati  attraverso il portale e le comunicazioni destinate agli utenti della nostra community attraverso la newsletter e i nostri canali social.
Ricordiamo che è possibile iscriversi su Concrete Investing in modo semplice e gratuito, inserendo solo un proprio indirizzo mail, per poter avere completo accesso a tutte le informazioni sui progetti  immobiliari presentati.

 

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Ref:
1 Scenari Immobiliari – Nota del Presidente Mario Breglia
2 CBRE – Potential impacts of Covid-19 on EMEA Real Estate
3 Cushman & Wakefield – Coronavirus: Impact on the global property markets
4 Nomisma – Presentazione Osservatorio Immobiliare 2020

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